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Alto Adige, terra di vini e di tradizioni millenarie

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L’Alto Adige ha una vocazione naturale e millenaria nella produzione di vini eccellenti e apprezzati in tutto grazie ai valori che caratterizzano questo magico territorio.

Merano e dintorni, Castel Lebenberg a Marlengo (credit: Vini Alto Adigefoto di Tiberio Sorvillo)

Una comunità coesa, composta da persone che con passione si impegnano nell’accrescere qualità. Vignaioli indipendenti, ma anche cooperative e tenute, che raggiungono straordinari risultati anche grazie al contributo che proviene da piccole strutture a conduzione familiare.

L’obiettivo comune è quello di proteggere la natura, tutelare le tradizioni, salvaguardare il territorio, fattore identitario e patrimonio da conservare per le future generazioni. Da qui le cui note che caratterizzano i vini e che da sempre rappresentano la firma stilistica del marchio “Vini Alto Adige”.

Degustazione di un campione dalla botte (credit: Vini Alto Adige – foto di Florian Andergassen)

Il vino ha scandito la storia e la cultura delle genti altoatesine per più di tremila anni, lasciando impronte profonde nello sviluppo di questa terra. Non tutti sanno infatti che l’Alto Adige è una delle zone di coltivazione vinicola più antiche d’Europa. Già nel 5° secolo avanti Cristo il popolo dei Reti vi produceva il vino.

Nel Medioevo, i vini più apprezzati del territorio furono i bianchi prodotti nella zona di Bolzano. Dal Cinquecento presero gradualmente piede anche i vini rossi e nella vinificazione si passò per la prima volta dalla fermentazione del mosto alla vinificazione sulle bucce.

Gewürztraminer Alto Adige (credit Vini Alto Adige – foto di Florian Andergassen)

Nel 1931, il Regio decreto sui vini tipici stabilì una delimitazione geografica delle zone d’origine Quel provvedimento fu l’antesignano della Legge del 1963 che introdusse il regolamento DOC, stabilendo per la prima volta in Italia una “denominazione d’origine controllata” a tutela dei consumatori.

Dal 2007 tutti i soggetti che ruotano intorno al mondo del vino in Alto Adige si sono organizzati nel Consorzio Vini Alto Adige, che ha aperto la strada allo sbocco su molti nuovi mercati internazionali.

Allo stesso tempo, l’Alto Adige si è affermato come zona di produzione italiana più apprezzata per i vini bianchi. Lo dimostrano il gran numero di premi e riconoscimenti ottenuti in rapporto alla superficie coltivata.

Vendemmia a mano (Credit: Vini Alto Adige – foto di Florian Andergassen)

La produzione vitivinicola dell’Alto Adige è caratterizzata da una realtà micro-strutturata e variegata, composta oggi da quasi 5.000 aziende. Nel settore della vinificazione e della distribuzione il territorio è quindi popolato da piccole, se non piccolissime, realtà a gestione familiare.

Il Consorzio Vini Alto Adige ha come obiettivo di supportare tutti coloro che operano nella viticoltura e nella produzione vinicola. Siano essi piccoli produttori che conferiscono le proprie uve alle cantine sociali o private, sia i proprietari delle tenute vinicole e i vignaioli indipendenti.

Gruppo delle Odle (Credit: Vini Alto Adige foto di Tiberio Sorvillo)

L’Alto Adige è un territorio viticolo ristretto dove è possibile espandersi solo in altezza. Ecco perché si punta sulla qualità facendo scelte coraggiose in nuovi impianti, ristrutturando parcelle storiche e studiando come ottimizzare i vitigni per ciascun vigneto.

300 giornate di sole all’anno e un clima continentale temperato fanno dell’Alto Adige non solo una delle mete di villeggiatura più amate d’Europa, ma anche un territorio ideale per la viticoltura.

Valle Isarco (credit Vini Alto Adige foto di Tiberio Sorvillo)

Le forti escursioni termiche fra il giorno e la notte, una temperatura media di 18 gradi durante il periodo vegetativo e la presenza di precipitazioni frequenti sono gli ingredienti ideali per vendemmiare uve di qualità, perfettamente mature e ricche di aromi tipici.

Credit Vini Alto Adige – foto di Florian Andergassen

Nei vigneti altoatesini il lavoro manuale è tuttora una pratica scontata, una cura meticolosa delle viti che contribuisce in maniera importante anche alla tutela del paesaggio. Ecco perché in Alto Adige si praticano metodi di coltivazione a basso impatto ambientale.

Tra i vini bianchi, impossibile non citare il Pinot Bianco, il Gewürztraminer, lo Chardonnay, il Müller Thurgau e il Riesling.

Riesling (credit Vini Alto Adige – foto di Florian Andergassen)

Tra i rossi, la Schiava, il Lagrein, il Pinot Nero, il Merlot e il Cabernet.

Info: vinialtoadige.com