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Fontana come non lo avete mai visto: a Milano la mostra che guarda dietro i tagli

Lucio Fontana, Concetto spaziale Attesa

Il 10 novembre Tornabuoni Arte riapre la sua sede milanese di via Fatebenefratelli, ampliata e completamente rinnovata, con una mostra dedicata a Lucio Fontana. Trenta opere, un allestimento spettacolare e uno sguardo insolito: non solo i celebri tagli, ma anche il retro delle tele, dove l’artista annotava pensieri e impressioni come in un diario.

Una nuova scommessa su Milano

Martedì 10 novembre 2026, riapre a Milano la sede di Tornabuoni Arte, ampliata e completamente rinnovata, con la mostra Lucio Fontana. “Che splendida giornata…”, a cura di Luca Massimo Barbero, che fino al 23 gennaio 2027 riunisce trenta opere dell’artista.

A trent’anni dalla sua inaugurazione, la galleria di via Fatebenefratelli 36 raddoppia i propri spazi espositivi: una precisa scelta strategica e una rinnovata scommessa su Milano.

A segnare questo nuovo capitolo è Lucio Fontana, l’artista che più di ogni altro ha contribuito a fare di Tornabuoni Arte uno dei principali centri internazionali dell’arte contemporanea e la cui opera resta profondamente legata alla sua storia.

Lucio Fontana, Concetto spaziale (1957)
Lucio Fontana, Concetto spaziale (1957)

“Nei primi anni Duemila la risposta alla globalizzazione del mercato dell’arte consisteva nella diffusione di nuove sedi internazionali – affermano Ursula e Michele Casamonti. “Oggi privilegiamo un altro modello: le gallerie programmano mostre e progetti anche all’estero a partire dalle proprie sedi, che diventano veri centri di produzione culturale ben oltre i propri spazi. Per questo abbiamo scelto di investire su Milano e di ripartire, come sempre nella nostra storia, da Lucio Fontana”.

Non la solita retrospettiva

L’esposizione non si presenta come una retrospettiva tradizionale: accanto ai cicli pittorici fondamentali di Fontana, infatti, la rassegna propone una originale riflessione sul verso delle tele, che per l’artista era parte integrante del suo lavoro.

La complessità e la ricchezza della ricerca di Fontana sarà riproposta grazie a un allestimento spettacolare che avrà come fulcro un suo Concetto spaziale, Attesa del 1968, sul cui retro Fontana scrisse a mano la frase “Che splendida giornata dopo tanta burrasca”, che ha ispirato il titolo della mostra.

Il pubblico avrà l’occasione di considerare anche il lato nascosto delle opere, scoprendo una dimensione più intima del lavoro di Fontana.

Lucio Fontana, Concetto spaziale (1962)
Lucio Fontana, Concetto spaziale (1962)

Dietro l’apparente essenzialità delle celebri tele tagliate si nascondono infatti le tracce del processo creativo e l’abitudine dell’artista di annotare frasi, pensieri e impressioni, sul retro di esse. Queste iscrizioni portano una nota privata e quotidiana in creazioni divenute icone del Novecento, trasformandole nelle pagine di un vero e proprio diario.

Un finale nello spazio cosmico

Fra i momenti chiave della mostra, figura Concetto spaziale, Le Jour del 1962, tra le più grandi tele dorate realizzate da Fontana. Eseguita davanti alle telecamere della televisione belga, l’opera sarà esposta accanto a quel filmato, l’unica ripresa nota di Fontana mentre fora la tela. L’accostamento metterà direttamente in relazione l’opera con il gesto che l’ha generata, rendendo visibile la componente fisica e performativa della ricerca dell’artista.

Chiude il percorso espositivo Concetto spaziale, La fine di Dio del 1963, dalla serie delle grandi tele ovali, collocato in una sala oscurata per consentire di entrare idealmente nello spazio cosmico che attraversa l’intera ricerca di Fontana.

IG: carlottissima_t

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