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Pasqua tra Langhe, Roero e Monferrato: i riti più sorprendenti delle colline UNESCO

Langhe Roero Monferrato

Langhe, Roero e Monferrato celebrano la Pasqua con riti antichi, canti di questua, processioni e sapori della tradizione: un viaggio nelle colline Patrimonio UNESCO dove la primavera si vive tra comunità, memoria e convivialità.

Tra Langhe, Roero e Monferrato, nel cuore delle colline Patrimonio UNESCO, la Quaresima è ancora un tempo condiviso, dove spiritualità, mondo agricolo e memoria popolare si intrecciano senza forzature. Le celebrazioni pasquali diventano così un racconto corale fatto di gesti tramandati, riti che segnano il calendario e comunità che continuano a riconoscersi, anno dopo anno, negli stessi appuntamenti. Qui la Pasqua non “arriva”: si prepara, si ascolta, si attraversa.

Il Canté j’Euv: il canto che riapre le porte della primavera

Tra le espressioni più caratteristiche del Roero si distingue il Canté j’Euv, antica questua primaverile che affonda le sue radici nella civiltà contadina. Gruppi di cantori percorrono cascine e centri storici intonando canti augurali e ricevendo in dono uova, simbolo universale di rinascita e fertilità.

Si tratta di un rito sociale che rimette in moto il paese. Per chi racconta l’Italia autentica, è una scena perfetta: semplice, potente, cinematografica.
Gli appuntamenti sono il 21 marzo a Monticello d’Alba (CN) e il 28 marzo a Montaldo Roero (CN). Occasioni ideali per vivere da vicino una tradizione che conserva intatto il suo valore antropologico e la sua dimensione comunitaria.

Quando tacciono le campane: la Suonata delle Conchiglie

Nel cuore della Settimana Santa, quando secondo la liturgia le campane “tacciono”, nel Roero succede qualcosa che spiazza anche chi crede di conoscere queste terre: a richiamare i fedeli è il suono delle conchiglie marine.

La Suonata delle Conchiglie
La Suonata delle Conchiglie

La Suonata delle Conchiglie è uno dei riti più suggestivi del territorio. Il timbro profondo e solenne sostituisce il rintocco delle campane tra il giovedì e il Sabato Santo, attraversando le colline con un’eco arcaica. Un’esperienza rara, pronta a diventare racconto per chi cerca l’Italia dei riti, non delle repliche.

L’appuntamento è fissato per sabato 4 aprile in diversi Comuni del Roero: la suonata si svolge in contemporanea, alle 12.00, nei vari Comuni, offrendo un’esperienza rara, capace di sorprendere anche chi conosce bene queste terre.

Pasquetta a Bra, tra fiera e sapori del territorio

Dopo il tempo del raccoglimento, arriva quello della convivialità: lunedì 6 aprile a Bra (Cuneo) si celebra la tradizionale Pasquetta con la storica fiera cittadina, tra le più amate e attese dalla comunità locale. Il 6 aprile torna anche la storica Fiera Zootecnica (150° edizione) con i mercati delle eccellenze.

Pasquetta a Bra
Pasquetta a Bra

Mercato dei contadini, esposizione zootecnica, incontri e sapori del territorio animano la città in una giornata che unisce tradizione agricola e spirito festoso. Protagonista indiscussa è la Salsiccia di Bra, eccellenza gastronomica simbolo di un saper fare artigianale che racconta (e distingue) queste colline.

Un appuntamento molto amato capace di trasmettere a chi arriva da fuori l’energia autentica di una festa che appartiene alla storia e al presente della città.

Ad Antignano la Via Crucis che coinvolge tutto il paese

Davvero a due passi dal Roero, Antignano in provincia di Asti mette in scena dal 1989 una Via Crucis in cui l’intero paese è coinvolto in una rappresentazione teatrale e storico-religiosa di forte intensità scenica.

Il ruolo del Cristo richiede anche una prova fisica, con una croce di legno di 80 chili e il freddo spesso tipico del periodo. Ogni anno migliaia di persone raggiungono Antignano per un evento con circa 150 figuranti e scenografie che trasformano le vie del paese in un grande teatro a cielo aperto.
L’appuntamento è tradizionalmente il Venerdì Santo alle 21.00.

I sapori della tradizione: il Fuaset di Sanfrè

Piccolo tesoro da forno della tradizione contadina, il Fuaset torna ogni anno in Quaresima tra le panetterie della frazione Bandito di Bra e di Sanfrè.

Si tratta di un panino dolce dorato, profumato di burro e limone, dalla caratteristica forma a cinque punte.
Nato a fine Settecento riutilizzando la pasta del pane avanzata, divenne il dolce sobrio dei giorni di penitenza, arricchito con pochi ingredienti essenziali e una ricetta tramandata con cura. Oggi è preparato solo in occasioni precise e resiste come gesto identitario, riconosciuto anche nell’Arca del Gusto di Slow Food.

Il rito dei Micùn a Belvedere Langhe

A Belvedere Langhe, sempre in provincia di Cuneo, la seconda domenica dopo Pasqua si rinnova uno dei riti più identitari dell’Alta Langa: la Festa dei Micùn, i grandi pani benedetti. Nell’Oratorio di San Sebastiano, sede della Confraternita dei “Battuti Bianchi”, la celebrazione culmina nel pomeriggio con la processione per le vie del paese della statua lignea di San Sebastiano, portata dai confratelli, e con la successiva benedizione e distribuzione dei pani ai membri della compagnia.

Un tempo a questi micùn si attribuivano virtù protettive e curative: i contadini ne conservavano un pezzo e lo usavano durante l’anno nei momenti ritenuti di bisogno, come gesto di fede e buon auspicio. 

IG: carlottissima_t

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